Scirocco: il soffio caldo che sfoca il tempo

lo scirocco in riva al mare a Tirrenia (PI)

“Ricordi le strade erano piene di quel lucido scirocco
che trasforma la realtà abusata e la rende irreale (…)”

Scirocco - Francesco Guccini

Lo Scirocco e la Fotografia del Mare

Lo scirocco è un vento che soffia da sud-est, colpendo soprattutto le coste esposte ai venti dei quadranti meridionali e meridionali orientali.

Si tratta di un vento capriccioso, che giunge con un'energia irregolare, disordinando il mare e creando onde disuniformi. Per i piccoli natanti, la navigazione diventa complessa e imprevedibile. Ma lo scirocco non si limita a increspare le acque: porta con sé un'aria densa e carica di umidità, avvolgendo il corpo in una sensazione di fastidio persistente. Sulla pelle si percepisce un'umidità appiccicosa, mitigata solo in parte dalla brezza del vento, che non basta a dissipare la calura.

Sia di giorno che di notte, l'escursione termica è minima, e più ci si avvicina ai mesi caldi, più l'afa si intensifica, rendendo l'atmosfera quasi soffocante. La presenza delle polveri sahariane rende il cielo lattiginoso e uniforme, come avvolto da un velo impalpabile. Talvolta si intravedono lievi variazioni cromatiche tra le nubi, ma sono esse stesse sfumature della stessa tonalità beige. Anche la temperatura del colore subisce un'alterazione, assumendo una dominante calda, quasi come se un filtro cinematografico fosse stato applicato alla realtà, immergendo ogni scena in un’atmosfera surreale.

Per chi, come me, è alla ricerca delle infinite variazioni cromatiche della linea del mare, le giornate di scirocco rappresentano un'opportunità unica. La luce si trasforma, acquisendo tonalità insolite e suggestive, mentre il mare agitato diventa il perfetto alleato della lunga esposizione. L'effetto "blurred", quella sfocatura onirica che dissolve le onde in un movimento fluido e impalpabile, raggiunge con lo scirocco il massimo della sua espressione.

Questi giorni di vento e sabbia sono il momento ideale per immergersi nel paesaggio e catturare le atmosfere mutevoli della costa, dove il mare e il cielo si fondono in una tavolozza sempre diversa, ridefinendo continuamente i confini della percezione visiva.

Le figure fantasmatiche che si muovono nelle inquadrature sono esse stesse sferzate dal vento: talvolta i loro contorni appaiono mossi dagli stessi turbinii dell'aria, altre volte vengono resi trasparenti dalla camminata o dal movimento degli arti. Questi fantasmi trasparenti esaltano la sensazione di angoscia che lo scirocco porta con sé. I vecchi dicevano: "Questo è tempo da terremoti". Chissà perché, ma a me questa cosa ha sempre messo un po’ d’ansia.

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