Marsiglia: mediterraneo contemporaneo
Marsiglia - Plage du Prado
Lo scorso anno sono stato a Marsiglia. La meta era stata scelta per nutrire La Linea del Mare, ma si è rivelata molto di più: un laboratorio di visioni contemporanee, un punto di osservazione privilegiato sul Mediterraneo, e una città che sa essere insieme ruvida e accogliente, industriale e poetica.
Marsiglia è un porto. Un avamposto per l'emigrazione, un crocevia di popoli, religioni, culture e contraddizioni. Uno dei melting pot più autenticamente mediterranei di Francia, dove la presenza araba è parte integrante dell'identità urbana. Camminando per le strade si incrociano donne con il chador, giovani in tuta, turisti affascinati dai colori e signore europee con lo sguardo abituato alla brezza salmastra. Marsiglia è tutto questo, e molto altro.
C'è qualcosa di italiano a Marsiglia. Non solo per la vicinanza geografica, ma per una sensibilità urbana e umana che pare più ligure che francese. In certi scorci ti sembra di essere tra le creuze di Genova, ma all'improvviso il paesaggio si apre, più vasto, più aperto al cielo. Ho girato la città in scooter, spingendomi fino alla Camargue, seguendo il respiro lungo del Rodano, attraversando una Francia che qui si fa più selvaggia, quasi atlantica, eppure sempre ancorata al mare nostrum.
Marsiglia è anche un paradiso per chi ama l'architettura. Ho trascorso ore tra l'Euromed Center, progettato da Fuksas e Michel Desvigne, e il quartiere dei Docks, lasciandomi attraversare dal ritmo della città che muta dal torpore del dopopranzo al dinamismo del tardo pomeriggio. Linee pulite, superfici bianche, materiali all'avanguardia in contrasto con il cielo terso. E poi il Mucem, museo delle civiltà del Mediterraneo firmato Rudy Ricciotti, e la Cité Radieuse di Le Corbusier, icona dell'abitare moderno.
Ma la luce, più di ogni architettura, è ciò che rende Marsiglia speciale. Sarà per l'esposizione solare, o per il vento che spazza via le impurità e rende l'aria tersa, ma ogni superficie, ogni angolo di mare e cemento, ogni volto, sembrano scolpiti dalla luce. Mi sono ripromesso di tornare, magari in febbraio o marzo, quando l’arco solare è più generoso, i cieli più variegati, e la città ancor più fotogenica.
Marsiglia - Plage du prophete - una linea del mare panoramica
Marsiglia, in fondo, è il Mediterraneo che cambia. E io, con la mia macchina fotografica e il mio sguardo lento, cerco di coglierne le tracce, tra architettura e paesaggio, tra storia e vento, tra città e mare.
Ho parlato di architettura a Marsiglia in un altro articolo che potete leggere qui